Video - Grazia Finocchiaro - Cristalli di Parole - Youtube.it
Dal 1967... Da quando ho puntato la penna sul foglio/la poesia divenne compagna/ La porto al vento al sole alla pioggia./ La mia poesia racconto/con le rime tra l'arcobaleno/della mia poesia mi vesto/quando pagina bianca/trovo da scarabocchiare/quando delle sillabe l'eco/sfiora le nubi argenti/quando spezza tuoni/di temporali scroscianti/e dei fulmini è solo luce/che illumina liriche, versi e canti.
PAGINA PERSONALE DI GRAZIA HANNO PARLATO DI ME CONTATTI
giovedì 26 aprile 2012
sabato 21 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
mercoledì 28 marzo 2012
CASETTA AGRESTE
Tra girasoli immersa
appari impasto d’argilla,
casetta agreste
sei richiamo
a voli senza nido.
Le tue finestre ammirano
l’esteso campo dorato
e appari come emanare
spensieratezza.
Casetta agreste
ti scruto dal mio viaggio
e tu mi rendi lieve…
con la tua parola
che mi sembra d’udire.
Mentre fluisce il cammino
lo sguardo volgo indietro,
è come prenderti per mano
e nel mio viaggiare
m'avvolgi del tuo tepore.
domenica 4 marzo 2012
LUCIO DALLA - LE RONDINI
Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là
Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà
Coro :
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là
Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà
Coro :
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni
giovedì 8 dicembre 2011
RIFLESSI
Ho assaporato l’aria di rugiada
che lenta, evanescente,
si posava su campo in fiore.
alati strepitavano d’allegria
alla luce del mattino
che coronava il loro risveglio.
Ho visto destare l’astro
posarsi sull’acque saline
che dissetavano il mio vivere.
Ho racchiuso tra le mie ciglia
la fanciulla con veste a trine
modellata da nonna
con sul capo la crocchia.
Fili d’oro d’antico si smagliano
tra colline dal verde sbiadito.
La voce del vento non veste segreto.
Etichette:AUDIO
POESIE
lunedì 19 settembre 2011
FUGA DI DESIDERIO

FUGA DI DESIDERIO
Musica lenta irrompeva
nella penombra della stanza
il the a sorseggiarlo caldo,
nulla disuniva il nostro sogno.
La presenza, silenziosa,
nelle nostre pupille intense parole,
l’abbraccio languiva d’attesa.
Dalla semichiusa finestra
l’aria d’estate colorava quella stanza
le pareti bianche scaldava.
Era musica che suonava
e non finiva,
sembrava attendere
che le nostre labbra si unissero.
Non fu
ma non declinò il sole d’estate,
l’aria era estasi…
il the sorseggiavamo…
una leggera carezza tra le mani.
martedì 26 luglio 2011
2011 - ASSOCIAZIONE POETICA "CHIANTI FIORENTINO" - TAVARNELLE V. D P.
CASA SUL MARE
E ne risento silenzio di quella casa
da dietro tende
che il vento più non muove.
Di salmastro il tetto odorava
quando fanciulli i piedi snudavamo,
ilarità le bianche nuvole sfilacciate,
frutta e pietanze offrivano luce come sole.
Oggi non ha pupille per guardare
casa deserta affacciata sul mare,
occhi chiusi le finestre serrate,
per l’arsura appassiti gerani.
Abbandonata dimora
mesta nuda e muta nella memoria
tra pareti scorrono rivoli di pianto
fuochi spenti alle bocche d’infanti
al soffitto buie lumiere
pareti che s’incrociano
e ne fan vuote stanze.
I flutti sberleffano la battigia
e nel far ritorno dentro al mare
trascinano il tetto di trascorso infinito.
NON SFUGGE IL TEMPO
NON SFUGGE IL TEMPO
Adesso qualcosa sfugge
mi trovo come in rifugio
resto col mio pensiero
che coglie il respiro per intero.
Adesso qualcosa fugge
ma non l’amore che mi distrugge
palpita e mi consola,
mai mi lascia sola.
Adesso non sfugge il tempo
quell’ odor del vento
quell’affanno costante
profumo d’amor mi inebria.
Adesso mi vive l’amor profondo
col fuoco ardente,
le mie ossa conoscono gioia
sulla mia pelle nasce l’aurora.
Coprimi prima che sia freddo
fammi dono dei tuoi petali di rosa.
![]() |
| Opera di Canova |
sabato 16 luglio 2011
giovedì 14 luglio 2011
E LA CAREZZA SI PERDE
E LA CAREZZA SI PERDE
Cuore piegato
da un amore dal tempo consunto
di emozioni adesso spogliato.
La parola non va più a segno
memoria il tenero gesto,
il corpo di effusioni profuse
nel tempo candido,
non suscita alcun sentire
come udito non percepisce boato.
Anime, lungo il viale, isolate,
i battiti ogni cuore sigilla,
l’attempato sentimento
si disperde.
E’ solo aspra parola,
lontano va a smarrirsi la carezza
invano attesa.
** graziafinocchiaro
Cuore piegato
da un amore dal tempo consunto
La parola non va più a segno
memoria il tenero gesto,
il corpo di effusioni profuse
nel tempo candido,
non suscita alcun sentire
come udito non percepisce boato.
Anime, lungo il viale, isolate,
i battiti ogni cuore sigilla,
l’attempato sentimento
si disperde.
E’ solo aspra parola,
lontano va a smarrirsi la carezza
invano attesa.
** graziafinocchiaro
domenica 19 giugno 2011
ASCOLTAVO
ASCOLTAVO
Della pioggia
il ticchettio ascoltavo
sulla vetrata
di corallo dipinta.
Con me
te i capelli m’accarezzavi
e il cielo ferrigno
grondava.
Del camino
il fuoco cantava
legna antica che ardeva
di caldarroste lo scoppiettio
dell’allegria di sempre
noi ci stordivamo.
Una musica lenta…
su tappeto di lavanda…
tenerezze tra dischiuse labbra.
Andavamo.
Della pioggia
il ticchettio ascoltavo
sulla vetrata
di corallo dipinta.
Con me
te i capelli m’accarezzavi
e il cielo ferrigno
grondava.
Del camino
il fuoco cantava
legna antica che ardeva
di caldarroste lo scoppiettio
dell’allegria di sempre
noi ci stordivamo.
Una musica lenta…
su tappeto di lavanda…
tenerezze tra dischiuse labbra.
Andavamo.
martedì 31 maggio 2011
RECENSIONE di Guido Folco - e VIDEO
Raccolta di poesie “Cristalli di Parole” di Grazia FINOCCHIAROCarta e Penna Editore - Torino - Collana Lo Scrigno dei Versi – Gennaio 2011
Recensione di Guido Folco su
“ITALIA ARTE” n. 7 – Torino - aprile 2011
NEI
VERSI DELL’AUTRICE IL SENSO DELL’ESISTENZA
Sono
sufficienti… “Cristalli di parole” per raccontare la poesia di
Grazia Finocchiaro, autrice del volume pubblicato da Carta e Penna
Editore. Questo perché i versi spiegano, molto meglio della critica,
lo spirito e l’intensità emotiva dell’autrice e dei concetti che
con la poesia si vogliono esprimere.
Ecco
allora, subito, l’apertura del volume, con la prima sezione
intitolata “Da ogni sorgere del sole – Aurora” che, come versi
introduttivi, riporta alcuni versi della bellissima poesia di
Eugenio Montale: “Ho sceso un milione di scale / dandoti il braccio
/ non già perché con quattrocchi / forse si vede di più. / Con te
le ho scese / perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille /
sebbene tanto offuscate / erano le tue”.
Presentata
da Donatella Garitta, la raccolta ci introduce
nell’intimità del pensiero dell’autrice, sollecitando risposte o
nuovi interrogativi, interpellando il nostro spirito al cospetto
della vita e della morte, della quotidianità e dell’eternità.
Grazia Finocchiaro esprime quindi non solo se stessa, ma anche
l’universalità delle eterne questioni umane, dall’amore alla
felicità, dalla gioia al dolore e ne traduce in versi le emozioni,
in cui ognuno di noi può trovarsi.
“Per
te / ho ricolmo / di parole il cielo / con segni cubitali / per
imprimerli / fortemente nei tuoi occhi. / Non so girovagare / per il
mondo / per elargire la luce delle stelle. / Semplicemente con in
mano il cuore / il mio pensiero / per colmarti d’amore. / Per te /
diverrò ladra di raggi di sole / per annientare le tenebre.”
Anche
la natura diventa protagonista di alcune poesie di Grazia Finocchiaro
e sempre prevale il senso simbolico, l’atmosfera sensuale e dolce
del rasserenamento che induce al pensiero: “Acqua
di ruscello / scivoli lentamente / pura e trasparente / accarezzi i
sassi / quando ondeggi / lungo il tuo fluire / come modella in
passerella. / Carezzevole / mai ti neghi / a chi ti fa posare /s’una
spanna di mano / per dissetarsi”.
La
seconda sezione, “Alba”, introdotta dai versi di Salvatore
Quasimodo, presenta una selezione di liriche estremamente evocative,
quasi una tavolozza di colori, profumi, sensazioni che ci permettono
di immergerci nell’universo poetico dell’autrice. “Quando
mi aspettavi nel vento” recita: “Fermare vorrei quel tempo /
quando m’aspettavi nel vento / sul percorso i tacchi battevo /
nella folata il vestito s’alzava / restava una scia l’attesa. /
Nell’incanto il sole infuocava / sotto la pioggia / c’inzuppavamo
d’amore. / Mano in mano era tacito attorno / ma profonde la parole
/ impresse nel cuore. / Ai piedi era corsa per non indugiare /
capelli scompigliati nel vento, / rapidi sguardi, rubavamo baci al
tempo”.
Guido
Folco
http://you-tube/cristalli di parole venerdì 6 maggio 2011
LA MIA ANIMA
![]() |
| G. CICCIA - 2008 - Riflesso dell'anima - tecn mista su carta cm 40x30 |
LA MIA ANIMA
Da uno spiraglio
ho contemplato timorosa
prima di varcare soglia,
bramavo scrutare
nell’intimo mio.
Di fronte a me
piccola anima, fragile, sguarnita,
fiore dai petali in ombra,
racchiusa in fredda conchiglia.
Su di lei la mia carezza
ha ordito sollievo.
Ho teso la mano, all’anima mia,
su di lei ho posato lo sguardo
con leggerezza di piuma,
l'ho adornata di stelle,
ho confermato scudo battendo ciglia.
Più tenace ho ravvisato la mia anima.
L’ho accostata al palpito
bisbigliando limpidezza di cielo,
la custodirò col mio respiro
per non smarrirsi
tra deserti e maree.
mercoledì 4 maggio 2011
BRONTOLIO DEL TUONO(alla Mamma)
BRONTOLIO DEL TUONO (alla Mamma)
Ieri un tempo
senza eguali
univi le ciglia
spegnevi il sorriso
eran frullio i sussurri
mentre il sonno
ti consegnava all’istante infinito.
Cielo, prendimi col tuo vigore
conducimi
al tuo chiarore
è nebbia
tra brontolio del tuono
nello spazio tra vita e fine.
Portami
almeno a fantasticare
i tempi dell’ innocenza
quando il tutto
era speranza
e intensamente mi colmava il giusto.
sabato 19 marzo 2011
GIRO AL LAGO
GIRO AL LAGO
Alba dai tenui colori cristallini
pacatamente si destava,
seduta sulla ghiaia
sostavo inquieta,
le lancette scorrevano
sulla mia attesa.
Calme acque di lago
ancora non toccate
da scialuppa vermiglio
di sole ornata,
vestito chiffon poco
per coprirmi da vento di bora,
che infuriato mi schiaffeggiava
di gelosia stregato.
Le nubi severe si disperdevano
piedi nudi avanzavano verso te
nell’intreccio di baci sapore… fragolino.
Un giro d’incanto al lago,
oltrepassava le nostre vesti
frenetica gioia
disegnavamo con piume
fresca storia.
lunedì 7 marzo 2011
SABBIA TRA LE DITA
Quale folle onda
in quell’attimo che mi smarriva
sarebbe stata tanto impetuosa
se non quella che vidi trainare
le mie conchiglie nel mare
custodite
in una scatola di vetro…
Sguardo impaurito di bambina
sulle gonfie acque
verso l’infinito
e tutto ciò che avevo
fuggiva
sopra l’onda ubriaca.
Sabbia soltanto
nelle mani
che scivolava rapida dalle dita.
giovedì 3 marzo 2011
FUGA DI DESIDERIO di Grazia Finocchiaro
FUGA DI DESIDERIO
Musica lenta irrompeva
nella penombra della stanza
il the a sorseggiarlo caldo,
nulla disuniva il nostro sogno.
La presenza, silenziosa,
nelle nostre pupille intense parole,
l’abbraccio languiva d’attesa.
Dalla semichiusa finestra
l’aria d’estate colorava quella stanza
le pareti bianche scaldava.
Era musica che suonava
e non finiva,
sembrava attendere
che le nostre labbra si unissero.
Non fu,
ma non declinò il sole d’estate,
l’aria era estasi…
il the sorseggiavamo…
una leggera carezza tra le mani.
martedì 1 marzo 2011
CAMPO DI PAPAVERI
CAMPO DI PAPAVERI
Volami nel cuore
non aver timore
le tue parole sussurra
come aria nel vento
diventano tormento
se non mi giungono ancora.
L’aria pungente
di questo freddo mattino
è grido per averti
a me vicino
quando giungerai
l’ampolla verserà spumante
l’aria si vestirà di diamante
io danzerò al tuo cospetto.
Vedi quel campo di papaveri?
attendevo te
per farne bouquet
o forse meglio
se ci adagiamo
e … la brezza del mattino
*
aprile 2010
*
aprile 2010
assaporiamo.
sabato 22 gennaio 2011
NAVIGANTE di Grazia Finocchiaro
YOUTUBE.IT
NAVIGANTE
E’ tempo da quando a navigare
ho iniziato in questo caldo mare
il sole dall’alba al tramonto
anche le stelle scaldavano l’onda.
Sulle acque sempre azzurre
sbocciavano i più bei fiori,
dal fondo apparivano sempre coralli
da questo mare son sorte due perle.
Navigavo senza perdere il timone
eravamo in quattro, i compagni
mi facevan superare l’apprensione.
Le perle han trovato altri mari
ma le riavrò anche se per momenti.
Dopo lungo navigare
la stanchezza a volte appare,
l’età non è più ragazza,
nelle braccia è meno la forza
ma supererò paure e tempeste.
Adesso ad affrontare
questo arruffato mare
a volte burrascoso, timoroso,
in due i timoni forte teniamo.
Il sole ancora sorge come in albe lontane
e resta fino al tramonto
se pur adesso c’è… tepore in queste acque
che sanno a volte di… poco sale.
Navigante continuo a vincere le onde,
il timone non lascio
navigherò fino a notte fonda
perché io e te non ci si affonda.
NAVIGANTE
E’ tempo da quando a navigare
ho iniziato in questo caldo mare
il sole dall’alba al tramonto
anche le stelle scaldavano l’onda.
Sulle acque sempre azzurre
sbocciavano i più bei fiori,
dal fondo apparivano sempre coralli
da questo mare son sorte due perle.
Navigavo senza perdere il timone
eravamo in quattro, i compagni
mi facevan superare l’apprensione.
Le perle han trovato altri mari
ma le riavrò anche se per momenti.
Dopo lungo navigare
la stanchezza a volte appare,
l’età non è più ragazza,
nelle braccia è meno la forza
ma supererò paure e tempeste.
Adesso ad affrontare
questo arruffato mare
a volte burrascoso, timoroso,
in due i timoni forte teniamo.
Il sole ancora sorge come in albe lontane
e resta fino al tramonto
se pur adesso c’è… tepore in queste acque
che sanno a volte di… poco sale.
Navigante continuo a vincere le onde,
il timone non lascio
navigherò fino a notte fonda
perché io e te non ci si affonda.
giovedì 13 gennaio 2011
COME NEVE
Non avranno più bagliore
gli astri nel cielo
quando l’orripilante giorno
seccherà la mia pelle
spegnerà del cuore la fiammella
diverranno aridità lacrime nelle pupille
nessun alito nelle mute parole.
Non apparirà dopo piogge arcobaleno
non sarà più carezza dalla mano
tra labbra non sboccerà sorriso
non più varcherà nella mente
vissuto dei tempi fanciulli.
Nell’incredulità
tutto apparirà sopito,
s’amplierà una quiete
somigliante al cader della neve.
gli astri nel cielo
quando l’orripilante giorno
seccherà la mia pelle
spegnerà del cuore la fiammella
diverranno aridità lacrime nelle pupille
nessun alito nelle mute parole.
Non apparirà dopo piogge arcobaleno
non sarà più carezza dalla mano
tra labbra non sboccerà sorriso
non più varcherà nella mente
vissuto dei tempi fanciulli.
Nell’incredulità
tutto apparirà sopito,
s’amplierà una quiete
somigliante al cader della neve.
domenica 9 gennaio 2011
POCO PER VOLARE
Smarrita
nel labirinto della fantasia
mi ritrovo amica
di rosse coccinelle.
Preziose
in mano le racchiudo,
bisbigliano libertà
mi confidano segreti.
I pugni non stringo
la loro vita
voglio sentire.
Mi porgono le ali
la mano schiudo
con loro aleggio.
(anno 1986)
nel labirinto della fantasia
mi ritrovo amica
di rosse coccinelle.
Preziose
in mano le racchiudo,
bisbigliano libertà
mi confidano segreti.
I pugni non stringo
la loro vita
voglio sentire.
Mi porgono le ali
la mano schiudo
con loro aleggio.
(anno 1986)
martedì 28 dicembre 2010
domenica 26 dicembre 2010
STELLE
STELLE
La luce delle stelle
mi stupisce stasera
dall’immensità affacciate
s’esibiscono le più lustre
tra pareti d’empireo
si celano le più meste.
Accese
stanno a sbriciolare nell’oscurità barlume
celestiali
in coro arpeggiano un canto
sospese
sorridono taciturne in ogni tempo.
Luna
non derubare alcuna tra le stelle
miraggio
affidano a pupille
che attorno
non scorgono luce.
Stelle respirate piano
quando illuminate la notte di un bimbo tra i sogni
stelle stringete la mano
a chi è nelle tenebre perso,
vestite con la luce del timido sguardo
le pareti del cupo percorso.
La luce delle stelle
mi stupisce stasera
dall’immensità affacciate
s’esibiscono le più lustre
tra pareti d’empireo
si celano le più meste.
Accese
stanno a sbriciolare nell’oscurità barlume
celestiali
in coro arpeggiano un canto
sospese
sorridono taciturne in ogni tempo.
Luna
non derubare alcuna tra le stelle
miraggio
affidano a pupille
che attorno
non scorgono luce.
Stelle respirate piano
quando illuminate la notte di un bimbo tra i sogni
stelle stringete la mano
a chi è nelle tenebre perso,
vestite con la luce del timido sguardo
le pareti del cupo percorso.
martedì 21 dicembre 2010
CRISTALLI DI PAROLE - Prefazione di M. Carocci
Prefazione Entrare nel mondo poetico di Grazia Finocchiaro, è come tuffarsi nei colori più cangianti ed intensi della vita.
Dalle righe, scaturiscono fluenti le emozioni, i canti e le immagini che l’ autrice riesce a rendere visive mediante un linguaggio particolarmente descrittivo ed efficace ricco di figure retoriche.
Nel verde giardino della sua poesia, sbocceranno così fiori di zagara, si apriranno sogni, danzeranno amori e vi saranno maree, ma troveranno spazio i dolori, gli affetti amati e poi perduti, i ricordi nostalgici d’un tempo che fu e poi non più…
La capacità di rendere la propria introspezione materia visiva, è ciò che Grazia Finocchiaro riesce a comunicare, aprendosi ai lettori in tutta la sua verità, con le angosce, i disagi, le dolcezze, le emozioni e le amarezze di una donna che di vita vive!
Dalla poesia “Mare”:
_Mare immenso mare
puoi raccogliere
tutti i miei segreti e le parole
che oltre le tue salsedini
ho lasciato…
L’evocare ed affidare al mare, muto elemento di ascolto, testimone di emozioni, di segreti, essere in simbiosi con la maestosità e l’impetuosità dell’acqua e affidarsi ciecamente confessando le profondità dei propri pensieri, è un viaggio introspettivo, un viaggio interiore che porta alla conoscenza di un “io” a volte soffocato.
Il linguaggio è senza interposizioni, è diretto, privo di orpelli e inutili retoriche e banalità ormai obsolete.
Dalla poesia “Intreccio delle ciglia” (eutanasia)
_Ho gridato quanto grande era l’urgenza
del continuare quella vita con appena
d’acqua un sorso e di cibo altra sacca
per alleviare l’eterna partenza…
Verso emotivamente forte, che ci parla del senso della vita e dell’impotenza umana di fronte all’evolversi di un processo inarrestabile, quello della morte.
Parole forti, quasi urlate dal senso di smarrimento di chi assiste qualcosa, e non più qualcuno.
Lacrime fra le righe, quando l’essere umano è ostacolato dal giusto e lo sbagliato, quando non vorremmo vedere quei corpi adagiati, immobili, inerti, idratati e nutriti in attesa di un non risveglio.
Un dilemma difficile che la nostra autrice, sensibile e attenta, ha voluto sottolineare con una lirica intensa ed emozionale.
I suoi versi c’invitano a profonde meditazioni, a riflessioni e a domande che spesso non trovano risposta, lasciandoci all’ attenta considerazione dei nostri limiti umani.
L’ arte poetica nasce dall’incontro col proprio sé, dove non possiamo mentire, così come fa Grazia Finocchiaro, portando fuori dalla nicchia profonda dell’anima, i dubbi, le difficoltà e le certezze del nostro tempo.
La sua poesia è un viaggio dove tutti ne attingiamo, perché l’ esperienza del vivere ci accomuna nell’unico cammino che conosciamo: l’ esistenza terrena.
Ciò che la nostra autrice esprime, lo fa con garbo, gentilezza e amabilità, quasi con timore o addirittura la paura di frantumare i propri pensieri così come fossero fragili e delicati cristalli… CRISTALLI DI PAROLE.
Marzia Carocci
SOLIDARIETA' (Venezuela) - Ispirata Dall'Assoc. Umanit. Beyon Ocean (Italy-Venezuela)
SOLIDARIETA’ (Venezuela)

Fuggirò tra sconsolate stelle
che a guardare meste stanno
terra di pane e acqua spoglia.
Disseminerò con grosse torce
luce di amicizia
dove ammutolita l’umanità
dentro proprie ossa resta.
Salperò l’oceano con ingente nave
colma di abbracci e sorrisi
sulle spalle farò carico d’amore
da bere porgerò con le mani
braccia porteranno mattoni.
All’apparenza di un bimbo
il cuore verrà morso di sofferenza
staranno i miei occhi in trepidazione
che all’istante si potrebbe
spezzare la sua magrezza.
Un vagone colmerò di cemento
finché le case non siano
di fango e legno
e di lamiere non sia il tetto.
Una cesta di viveri
ad una gravida vorrò portare
perché sia partorito
un figlio ben nutrito.
Se il petrolio canta abbondanza,
che domani possano i pozzi
elargire quantità d’acqua immensa
che i disidratati dissetarsi potranno.
Seme speciale vorrò seminare
così che i campi diverranno
ricchezza di grano
per un popolo intero sfamare.

Fuggirò tra sconsolate stelle
che a guardare meste stanno
terra di pane e acqua spoglia.
Disseminerò con grosse torce
luce di amicizia
dove ammutolita l’umanità
dentro proprie ossa resta.
Salperò l’oceano con ingente nave
colma di abbracci e sorrisi
sulle spalle farò carico d’amore
da bere porgerò con le mani
braccia porteranno mattoni.
All’apparenza di un bimbo
il cuore verrà morso di sofferenza
staranno i miei occhi in trepidazione
che all’istante si potrebbe
spezzare la sua magrezza.
Un vagone colmerò di cemento
finché le case non siano
di fango e legno
e di lamiere non sia il tetto.
Una cesta di viveri
ad una gravida vorrò portare
perché sia partorito
un figlio ben nutrito.
Se il petrolio canta abbondanza,
che domani possano i pozzi
elargire quantità d’acqua immensa
che i disidratati dissetarsi potranno.
Seme speciale vorrò seminare
così che i campi diverranno
ricchezza di grano
per un popolo intero sfamare.
giovedì 16 dicembre 2010
BIMBI IN AFRICA
BIMBI IN AFRICA
Dalla sete tormentati
senza sogni
l’aria bruna trafigge corpi
Dalla sete tormentati
senza sogni
l’aria bruna trafigge corpi
senza carne, senza vesti.
Piccole vite
Innocenti,
con ossa sparse
al gelo alla fame,
che fiatano aria malsana
inconsci
di acqua lavata.
Solo una ciotola di liquido
li sazia
e ignorano
cos’è il pane tra i denti.
Etichette:AUDIO
POESIE
GENESI
GENESI
E’ di rugiada
il mattino di novembre
e di nuova vita
il giorno si colora.
Dopo lunga attesa
un soffio vitale
il mio animo pervade
di gioia suprema.
Il bebè poggiato
sul grembo di mamma
rivela in me
eredità materna.
Il giubilo sorriso
di mia figlia
rivela
il frutto del parto.
a Giusy
1997 Novembre
E’ di rugiada
il mattino di novembre
e di nuova vita
il giorno si colora.
Dopo lunga attesa
un soffio vitale
il mio animo pervade
di gioia suprema.
Il bebè poggiato
sul grembo di mamma
rivela in me
eredità materna.
Il giubilo sorriso
di mia figlia
rivela
il frutto del parto.
a Giusy
1997 Novembre
PIOGGIA A MONTMARTRE
PIOGGIA A MONTMARTRE
Dal cielo plumbeo scrosciava
tambureggiando la pioggia
tra alberi discinti allineati
nelle larghe piazze tra panchine vuote.
Pochi passi per i viali,
nei pub tra luci sommesse
traboccanti boccali,
a dar vita all’asfalto fari abbaglianti.
Era triste Montmartre…
grugni mesti di pittori,
miraggio di volto ritratto,
colori trasudati da mani stanche,
di avventore attesa incessante,
sul bohémien pioveva speranza.
Quella sera a Montmartre…
accostata al gruppo
si agitavano i miei sensi
lo sguardo si posava
sul mucchio di dipinti per terra sparsi
un bohémien asserì al passante
…eh, hai fatto soldi tu…
Montmartre…
Domani pioverà sole sui colori,
tempo nuovo, tanti avventori.
Dal cielo plumbeo scrosciava
tambureggiando la pioggia
tra alberi discinti allineati
nelle larghe piazze tra panchine vuote.
Pochi passi per i viali,
nei pub tra luci sommesse
traboccanti boccali,
a dar vita all’asfalto fari abbaglianti.
Era triste Montmartre…
grugni mesti di pittori,
miraggio di volto ritratto,
colori trasudati da mani stanche,
di avventore attesa incessante,
sul bohémien pioveva speranza.
Quella sera a Montmartre…
accostata al gruppo
si agitavano i miei sensi
lo sguardo si posava
sul mucchio di dipinti per terra sparsi
un bohémien asserì al passante
…eh, hai fatto soldi tu…
Montmartre…
Domani pioverà sole sui colori,
tempo nuovo, tanti avventori.
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giovedì 9 dicembre 2010
PER TE
PER TE
Per te
ho ricolmo
di parole il cielo
a segni cubitali
per imprimerli
fortemente nei tuoi occhi.
Non so girovagare
per il mondo
per elargire la luce delle stelle
semplicemente con in mano il cuore
a te il mio pensiero
per colmarti d’amore.
Per te
diverrò ladra di raggi di sole
per annientare le tenebre.
domenica 5 dicembre 2010
PRIMA NASCITA
PRIMA NASCITA
Da curva del grembo poco accentuata
nascita precoce non sospettavo
neppure spasmi presentavano idea di parto.
Il mio pensiero oscillava ingenuo, dell'agire in balia restavo.
La nascita non ho percepito
non ti ho conosciuta al primo vagito
tra i miei sensi in anestesia
emozione partoriente affondava.
Al risveglio occhi gorgogliavano di pianto
mia figlia dentro ad una scatola d’ossigeno.
Scena di giubilo non ho scorto
non ho sentito decantare inno alla vita
non t’ho poggiata sul seno pronto a nutrire
Quel mattino di primavera, era di sole sfocato.
Quando le spighe prendevano colore
nel giugno assolato,
tra le braccia finalmente testina bruna stringevo,
Francesca, il nome ho potuto sussurrare.
Tra scottanti lacrime quiete,
la completezza, danzava tra pieghe del cuore,
l’attributo materno mi annunciava.
a Francesca
1969
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