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giovedì 12 maggio 2016

"U PICCIRUDDU BBANNUNATU" - Video


U PICCIRIDDU BBANNUNATU

 



Un picciriddu bbannunatu

- avia quattr'anni -

avanti a un puttuni chiusu

ciancia lacrimi a scrosciu,

ciancia ciancia

'u cori m'agghiacciava,

u vosi accarrizzari

trimava

comu fogghia 'o ventu

di gelu era a so faccia.

Jò curria ca' bacila

a pigghiari acqua caudda,

'u coppu du picciriddu

vulia quaddiari.

'Ntra i sigghiuzzi

'u picciriddu balbittau:

suggnu sulu senza madri

aiu fami sentu friddu.

Veni cu mmia – ci sussurrai

cu na pena ranni ranni -

ti quaddiu cu latti cauddu

e c'u meli, ti vestu

da testa 'e pedi, ti fazzu

sèntiri un principinu.

'U picciriddu mi vaddau

chi so occhi lacrimusi

m'ibbrazzau cu tutta

a so fozza, quasi a prigammi:

vogghiu esseri to figghiu

sugnu sicuru ca mai

m'abbandunirai,

chidda ca mi lassau sulu

'na vogghu cchiu vìdiri,

ora mi manca 'u ciatu

e mi batti fotti 'u cori,

vaddu a ttia e sicuru suggnu

chi n'autra mai

putria esseri me madri.



Grazia Finocchiaro
novembre 2015


IL BAMBINO ABBANDONATO

Un bambino abbandonato

- aveva quattro anni -

dinnanzi ad un portone chiuso

piangeva lacrime a scroscio

piangeva piangeva

il cuore mi ghiacciava,

l'ho voluto accarezzare

tremava

come foglia al vento

di gelo era il suo viso.

Son corsa col bacile

a prendere acqua calda,

il corpo del bambino

volevo scaldare.

Tra singhiozzi il bambino

ha balbettato:

sono solo senza mamma

ho fame sento freddo.

Vieni con me

- ho sussurrato

con una pena grande -

ti scaldo con latte caldo

e miele, ti copro da capo ai piedi

ti faccio sentire

un piccolo principe.

Il bambino mi ha guardato

coi suoi occhi lacrimanti,

m'ha abbracciato

con tutta la sua forza,

quasi a pregarmi:

voglio essere tuo figlio

son sicuro che mai

m'abbandonerai,

quella che mi ha lasciato solo

non la voglio più vedere,

ora mi manca il fiato

mi batte forte il cuore,

guardo te e son sicuro

che un'altra mai

potrà essere mia madre.
 



 
"ITALIA POESIA CHIAMA EUROPA" Evento a cura di Lia Bronzi con Roberta Degl'Innocenti e Maria Salamone - Regione Toscana - Firenze

Video su "U picciruddu bbannunatu" - poesia in lingua siciliana-messinese








Link - https://youtu.be/JN1jhiCZpp8



"ITALIA POESIA CHIAMA EUROPA" Movimento Interassociativo - introduce LIA BRONZI Scrittrice e Poetessa - INTERVENTO DI GRAZIA FINOCCHIARO - presentato presso l'Auditorium del Consiglio della Regione Toscana - Firenze - Palazzo Panciatichi - Via Cavour 4 - 10 dicembre 2015 - Adesione VIRGINIA IORGA ONLUS - VALORE CULTURA E VALORE PACE - OVERTHESKY.IT direttore Maurizio Martini

martedì 31 maggio 2011

RECENSIONE di Guido Folco - e VIDEO

Raccolta di poesie “Cristalli di Parole” di Grazia FINOCCHIARO
Carta e Penna Editore - Torino - Collana Lo Scrigno dei Versi – Gennaio 2011

Recensione di Guido Folco su “ITALIA ARTE” n. 7 – Torino - aprile 2011



NEI VERSI DELL’AUTRICE IL SENSO DELL’ESISTENZA


Sono sufficienti… “Cristalli di parole” per raccontare la poesia di Grazia Finocchiaro, autrice del volume pubblicato da Carta e Penna Editore. Questo perché i versi spiegano, molto meglio della critica, lo spirito e l’intensità emotiva dell’autrice e dei concetti che con la poesia si vogliono esprimere.

Ecco allora, subito, l’apertura del volume, con la prima sezione intitolata “Da ogni sorgere del sole – Aurora” che, come versi introduttivi, riporta alcuni versi della bellissima poesia di Eugenio Montale: “Ho sceso un milione di scale / dandoti il braccio / non già perché con quattrocchi / forse si vede di più. / Con te le ho scese / perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille / sebbene tanto offuscate / erano le tue”.

Presentata da Donatella Garitta, la raccolta ci introduce nell’intimità del pensiero dell’autrice, sollecitando risposte o nuovi interrogativi, interpellando il nostro spirito al cospetto della vita e della morte, della quotidianità e dell’eternità. Grazia Finocchiaro esprime quindi non solo se stessa, ma anche l’universalità delle eterne questioni umane, dall’amore alla felicità, dalla gioia al dolore e ne traduce in versi le emozioni, in cui ognuno di noi può trovarsi.

Per te / ho ricolmo / di parole il cielo / con segni cubitali / per imprimerli / fortemente nei tuoi occhi. / Non so girovagare / per il mondo / per elargire la luce delle stelle. / Semplicemente con in mano il cuore / il mio pensiero / per colmarti d’amore. / Per te / diverrò ladra di raggi di sole / per annientare le tenebre.”

Anche la natura diventa protagonista di alcune poesie di Grazia Finocchiaro e sempre prevale il senso simbolico, l’atmosfera sensuale e dolce del rasserenamento che induce al pensiero: “Acqua di ruscello / scivoli lentamente / pura e trasparente / accarezzi i sassi / quando ondeggi / lungo il tuo fluire / come modella in passerella. / Carezzevole / mai ti neghi / a chi ti fa posare /s’una spanna di mano / per dissetarsi”.

La seconda sezione, “Alba”, introdotta dai versi di Salvatore Quasimodo, presenta una selezione di liriche estremamente evocative, quasi una tavolozza di colori, profumi, sensazioni che ci permettono di immergerci nell’universo poetico dell’autrice. “Quando mi aspettavi nel vento” recita: “Fermare vorrei quel tempo / quando m’aspettavi nel vento / sul percorso i tacchi battevo / nella folata il vestito s’alzava / restava una scia l’attesa. / Nell’incanto il sole infuocava / sotto la pioggia / c’inzuppavamo d’amore. / Mano in mano era tacito attorno / ma profonde la parole / impresse nel cuore. / Ai piedi era corsa per non indugiare / capelli scompigliati nel vento, / rapidi sguardi, rubavamo baci al tempo”.

Guido Folco
 
http://you-tube/cristalli di parole 

















Angioletto