lunedì 14 marzo 2016

Francesco Belluomini, “Intimi riflessi”

Francesco Belluomini,   “Intimi riflessi”  (cliccare sopra)


E’ facile trasporre dentro tempi
dell’azione la storia del passato
nel presente, ma regole non scritte
tresmettono la memoria dolorosa,
versando come fonte sincopata
i flussi dei ricordi conservati.
Al diavolo metafore e lirismo
se nel gioco c’entra la mia vita,
sebbene qualche scatto d’impennata
ne regga l’architave dell’impianto.

*
Se di parlato genere si tratta,
me ne farò ragione. Se l’accusa
dimostra che l’assenza di richiami
impoverisce tempi e contenuti,
buon però le faccia. Tanto mai servito
dell’alto contributo di tal geni,
preferendo non scrivere a più mani.
Intanto presso tutto nelle gabbie
di metrica stringente, la cui forma
sostenga l’ogni povero linguaggio.

*
Chissà cosa poi valga darsi tono
per qualcuno che lascia vuoti spazi
nei giorni che saranno ancora nostri.
Non mancano che giorni per sfatare
il mito dell’eccelsa resistenza
al dolore, che falsa sublimante
suggestione di quieta rassegnata
resa, sotto gli strappi della bestia
che s’è impadronita del suo corpo
per meglio derubarle la sua storia.


Francesco Belluomini, da “Intimi riflessi” Intimi riflessi

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Angioletto

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