Dal 1967... Da quando ho puntato la penna sul foglio/la poesia divenne compagna/ La porto al vento al sole alla pioggia./ La mia poesia racconto/con le rime tra l'arcobaleno/della mia poesia mi vesto/quando pagina bianca/trovo da scarabocchiare/quando delle sillabe l'eco/sfiora le nubi argenti/quando spezza tuoni/di temporali scroscianti/e dei fulmini è solo luce/che illumina liriche, versi e canti.
PAGINA PERSONALE DI GRAZIA HANNO PARLATO DI ME CONTATTI
venerdì 18 maggio 2012
AFFETTO da Manuela Minacci su "Cristalli di Parole"
Carissima Grazia,
ho riletto oggi, con gioia, il tuo prezioso scrigno di "cristalli", dove le parole sono acqua, fiumi, luce, vibrazioni delicate e intense; melodie d'amore, di gioia, di scoperte, profumi di speranze, emozioni di corrispondenze!
Con purezza ed immediatezza inviti generosamente tutti a seguirti in questo affascinante viaggio purificatorio di parole-suoni, vibranti di immagini luminose ed atmosfere limpide, nella certezza di un futuro dove come "piume sorvoleremo spazi dove non esiste finestra chiusa ..."!
Le tue parole soffiate spesso come fruscio di foglie, ti consolidano ancora di più "scrittrice dell'anima", ... balsamica purificatrice dell'anima, delle nostre anime ...
Grazie di aver seminato, dentro di noi, queste emozioni preziose e stimolanti d'amore...
Con affetto e stima ti abbraccio sperando di incontrarti presto
Manuela Minacci
giovedì 17 maggio 2012
Da un'opera di G. Ciccia - HAIKU su tema "ATTIMO ROSSO" di G. Ravaglia
HAIKU - Concorso on line "Onda azzurra" - indetto da Giuliana Ravaglia Haiku
Notizie dalle valli del Reno e del Setta: Un'antologia di poesie per l'Ospedale pediatrico B...
Notizie dalle valli del Reno e del Setta: Un'antologia di poesie per l'Ospedale pediatrico B...:
E’ alle stampe e sarà presto in distribuzione il libro‘Squarci di rosa’ curato da Giuliana Ravaglia(nella foto), una antologia che racchiude le poesie di 21 autori.
E’ alle stampe e sarà presto in distribuzione il libro‘Squarci di rosa’ curato da Giuliana Ravaglia(nella foto), una antologia che racchiude le poesie di 21 autori.
Saranno stampate 370 copie che valicheranno le Alpi e gli Oceani perchè due Autori sono stranieri.
Gli eventuali utili verranno devoluti all'Ospedale Bambino Gesù di Roma.
La prefazione è del professor Dario Mingarelli.
Giuliana Ravaglia, che risiede a Marzabotto ma è nata a Monzuno, è una ex insegnante elementare appassionata di poesia ed ella stessa poetessa, che ha utilizzato la rete per raccontarsi.
La prefazione è del professor Dario Mingarelli.
Giuliana Ravaglia, che risiede a Marzabotto ma è nata a Monzuno, è una ex insegnante elementare appassionata di poesia ed ella stessa poetessa, che ha utilizzato la rete per raccontarsi.
Giuliana spiega la sua esperienza: “Inizialmente pensavo per gioco, poi mi sono appassionata e ho cominciato a scrivere poesie. Attualmente ho pubblicato due libri: L'eco dell'alba ( 88 poesie) e Glicine d'aria ( haiku senryu tanka) Edizioni Libellula. Ho una pagina su Facebook con 925 persone che mi leggono in tutto il mondo. Ma l'esperienza più emozionate e coinvolgente è nata 4 mesi fa”, racconta, “ quando ho aperto un Gruppo, ‘Haiku tanka: Squarci di rosa’, con l'intento di condividere l'amore per un tipo di poesia che valorizzi le sensazioni percepite nell'istante in cui si incontra la vera essenza. Essenza intesa come autenticità, naturalezza e consapevolezza del sentire. Mi sono così ritrovata di nuovo ‘maestra’, “ dice con emozione, “perchè quasi tutte le presone iscritte al gruppo ( ora 94) erano completamente all'oscuro di questa forma poetica.
Nonostante ciò ho iniziato il mio viaggio interiore insieme a persone splendide che mi hanno seguito con passione e costanza. Visto il crescente entusiasmo e i notevoli risultati ottenuti, su suggerimento di un'amica che mi ha presentato ad una casa editrice, ho pensato di pubblicare un libro. Mi sono così messa al lavoro . Ieri è arrivata la copia definitiva”, aggiunge con orgoglio, “Squarci di rosa è diventato un'antologia che racchiude le emozioni di 21 autori. Credo che un'esperienza simile possa essere , se raccontata, un esempio di positività e di ricchezza che può offrirci la rete se ben utilizzata. Un ringraziamento particolare lo voglio mandare a Fiorella Giovannelli, mia amica su facebook, e fondatrice dell'Associazione culturale ed artistica
L@ Nuov@Mus@ di Aprilia ( Latina)”.
Nonostante ciò ho iniziato il mio viaggio interiore insieme a persone splendide che mi hanno seguito con passione e costanza. Visto il crescente entusiasmo e i notevoli risultati ottenuti, su suggerimento di un'amica che mi ha presentato ad una casa editrice, ho pensato di pubblicare un libro. Mi sono così messa al lavoro . Ieri è arrivata la copia definitiva”, aggiunge con orgoglio, “Squarci di rosa è diventato un'antologia che racchiude le emozioni di 21 autori. Credo che un'esperienza simile possa essere , se raccontata, un esempio di positività e di ricchezza che può offrirci la rete se ben utilizzata. Un ringraziamento particolare lo voglio mandare a Fiorella Giovannelli, mia amica su facebook, e fondatrice dell'Associazione culturale ed artistica
L@ Nuov@Mus@ di Aprilia ( Latina)”.
In questa Antologia "Squarci di Rosa" - sarò presente con mini poesie - haiku e tanka.
sabato 12 maggio 2012
N O N S O L O R I M E ** ** ** Grazia Finocchiaro.blogspot.com: RANZI Silvia - Recensione su "Cristalli di Parole...
N O N S O L O R I M E ** ** ** Grazia Finocchiaro.blogspot.com: RANZI Silvia - Recensione su "Cristalli di Parole...: RACCOLTA POETICA di Grazia FINOCCHIARO “CRISTALLI di PAROLE” – Carta e Penna Editore – Collana Lo Scrigno dei versi – Gennaio 2011 ...
domenica 29 aprile 2012
ANNA BALSAMO - Recensione
Recensione di Anna BALSAMO -
Poetessa, Scrittrice, Critico letterario
Dal libro “Cristalli di
Parole” - Silloge di poesie
*
Di “Cristalli di Parole” di Grazia Finocchiaro,
tali sono le pulsioni di vita che contengono, mi verrebbe da scrivere, “cascate di parole”.
Poetessa di comunicazione, Grazia Finocchiaro,
quindi, con questo meraviglioso mezzo che è la poesia, duttile come l’oro: vero
oro alchemico, se pensiamo che ci fa conoscere persone, come Grazia, nel
profondo, a cuore aperto.
L’interesse del lettore, in veste di critico, è
acuito dall’intuire, già avanti, la magia del ménage che l’autrice deve
equilibrare tra i propri slanci affettivi e l’accompagnarsi giornaliero alla
presenza di un grande artista al suo fianco.
Nel libro si scoprono i sentimenti e le qualità
della donna che alfine prorompono in quest’opera prima: Grazia compare non ombra
del marito ma in tutta la sua essenza di compagna, espressa in queste poesie
che certo da anni le affollavano la mente e i cassetti.
Qui il ruolo del marito non è quello del famoso
artista, che tutti ammiriamo, ma quello dell’amato cui l’intatto cuore di
ragazzina di Grazia corre ancora incontro eternando l’emozione dei giovani
appuntamenti. E Grazia è l’amante, la sposa, la mamma delle loro figlie: quindi
quieta, tacita e forte vestale di vita che, come per le matriosche – le dolci
bambole russe di legno smaltato – produce altra vita che a sua volta ne
riprodurrà una ancora e ancora, e che non dimentica a sua volta la memoria
della propria madre.
Con queste toccanti poesie, Grazia, ci dice chi
è, fiamma vivida della sua casa: ardente e tenera, umorale e serena, forte
negli smarrimenti, umile e felice nelle vittorie sulle esperienze esistenziali,
santa ed eroina del quotidiano come
tutte le vere donne. Combattiva per la sua buona causa. Ha costanza nella vita,
è una morbida presenza e mai un’essenza: è la grande madre quando stringe le
manine dei pargoletti delle sue figlie.
Ecco cosa ci hanno rivelato le sue poesie
coltivate dentro negli anni, esposte ora nella fioritura di questa raccolta: ci
auguriamo ne tragga ancora tante altre dalla sua calda fierezza, dalla sua
nostalgia per il Sud "lasciato" (che pure di continuo le canta nel sangue); è
quella che si affaccia nella icona di copertina con tutto il pathos che suo
marito le ha riconosciuto e che lei, con altrettanta bravura, con questi versi
ha trasmesso.
Anna
Balsamo
RANZI Silvia - Recensione su "Cristalli di Parole"
RACCOLTA POETICA di Grazia
FINOCCHIARO
“CRISTALLI di PAROLE” – Carta e Penna Editore – Collana Lo Scrigno dei
versi – Gennaio 2011
In copertina: Gouache dell’artista Giuseppe Ciccia.
Seguono all’interno della Raccolta altre due grafiche a corredo delle liriche
raggruppate in due sottounità semantiche nella quinta scenica ad ampio respiro,
dal titolo “Da ogni sorgere del sole”, nell’avvicendarsi simbolico delle frasi
in cui nasce il giorno: l’Aurora e l’Alba.
Una vibrante tensione etica e
relazionale percorre la Raccolta lirica di Grazia Finocchiaro in equilibrio tra
reale ed ideale, tra prassi e desiderio
di cambiamento, anelito ed auspicio.
Le emozioni sono delicatamente espresse
per diventare occasione di uno scandaglio interiore che ricerca la relazione
interpersonale per distillare attimi di saggezza nella dimensione del
quotidiano, in forza di un’ordinarietà intensamente assunta e vivificata
attraverso l’azione trasfigurante e rigenerante del ricordo.
Nel verseggiare libero si avverte la
necessità di autocomprendersi per sanare e far trasparire le contrarietà dei
vissuti, dimostrando empatia realistica e spirituale nel ritrarre condizioni di
precarietà umana nelle liriche
“L’Alcolista” ed “Anorresia” o nell’affrontare questioni di bioetica dal toccante
lirismo in “Intreccio delle ciglia”.
E’ invocata la presenza calda e vivida
del sole che, nelle atmosfere rifrangenti dell’aurora e nell’azione diafana
dell’alba, rischiari e sciolga i nodi dell’esistenza per vincere le nebbie
dell’incomunicabilità e dell’ipocrisia, fughi le tenebre della divisione per
rischiarare nuovi orizzonti a restituire speranza alla fragilità peregrina
dell’esistere:
per quell’erta ogni giorno
m’incammino
a tirare il passo fatico
Per te/ diverrò ladra di
raggi di sole/per annientare le tenebre
…sorgerà luminosa l’alba,
diverrai
giardino di sole
L’esperienza gratificante dell’eros
sponsale e materno si dispiega incontrastato a misurare le ragioni del vivere
nella sublimazione dell’unione tra personalità a confronto, nell’irriducibile tenerezza
degli affetti da alimentare nelle incessanti trasformazioni del rapportarsi di
coppia, nel forte legame tra madre e figli, nella tenerezza vicendevole tra
nonna e nipote.
Adesso qualcosa fugge
ma non l’amore che mi
distrugge
palpita e mi consola
mai mi lascia sola
Processo di autocoscienza che non può
esimersi dall’innalzare il canto per le proprie origini: la Terra di Sicilia
evocata attraverso scenari che profumano di Zagara, si intridono di salsedine,
si dilatano nell’azione persistente del vento, rumoreggiano al rinfrangersi dei
flutti.
La soavità lessicale si dilata in
particolar modo nel cercare analogie e suscitare multisensorialità con il mondo
biologico e floreale per catturare assonanze profonde.
La costruzione sintattica e lessicale
diviene più sofisticata nella seconda sequenza di liriche in cui la disamina si
fa articolata nella pluralità delle circostanze introspettive che affiorano,
bloccate dalla moviola poetica, nel crogiolo dei pensieri.
E la carezza si perde / la
parola non va più a segno / memoria il tenero gesto /
Le
incomprensioni si ricompongono nella simbiosi tra natura e benessere:
bell’estate contornata /
da infinite efflorescenze / di splendore traboccante / indori l’aria
cristallina / la terra riporti opulenta /
Per alternarsi a squarci riflessivi su
drammi umanitari, facendo ricalibrare la coscienza poetica sulla bilancia dei valori sociali da
soppesare, abbracciando le cause della solidarietà, nella consapevolezza di
quanto ci sia ancora da testimoniare nell’operare:
disseminerò con grosse
torce / luce d’amicizia / dove ammutolita l’umanità /
dentro proprie ossa resta
/
La ricerca di purezza, nel detergere lo
sguardo sul reale, alla ricerca di un candore originario trapela dalla felice
sintesi del titolo “Cristalli di parole”
che la poetessa ha scelto con originalità, affermando piena consonanza con le
testuali parole del poeta francese Pierre Reverdy: “Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l’effervescente contatto dello spirito con la realtà”,
a voler sottolineare il solidificarsi di folgorazioni vissute nella trasparenza
prismatica di un cristallo, evocando la poliedricità di brandelli di verità
acquisite.
Silvia Ranzi
Firenze, febbraio 2012
giovedì 26 aprile 2012
sabato 21 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
mercoledì 28 marzo 2012
CASETTA AGRESTE
Tra girasoli immersa
appari impasto d’argilla,
casetta agreste
sei richiamo
a voli senza nido.
Le tue finestre ammirano
l’esteso campo dorato
e appari come emanare
spensieratezza.
Casetta agreste
ti scruto dal mio viaggio
e tu mi rendi lieve…
con la tua parola
che mi sembra d’udire.
Mentre fluisce il cammino
lo sguardo volgo indietro,
è come prenderti per mano
e nel mio viaggiare
m'avvolgi del tuo tepore.
domenica 4 marzo 2012
LUCIO DALLA - LE RONDINI
Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là
Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà
Coro :
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là
Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà
Coro :
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni
giovedì 8 dicembre 2011
RIFLESSI
Ho assaporato l’aria di rugiada
che lenta, evanescente,
si posava su campo in fiore.
alati strepitavano d’allegria
alla luce del mattino
che coronava il loro risveglio.
Ho visto destare l’astro
posarsi sull’acque saline
che dissetavano il mio vivere.
Ho racchiuso tra le mie ciglia
la fanciulla con veste a trine
modellata da nonna
con sul capo la crocchia.
Fili d’oro d’antico si smagliano
tra colline dal verde sbiadito.
La voce del vento non veste segreto.
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POESIE
lunedì 19 settembre 2011
FUGA DI DESIDERIO

FUGA DI DESIDERIO
Musica lenta irrompeva
nella penombra della stanza
il the a sorseggiarlo caldo,
nulla disuniva il nostro sogno.
La presenza, silenziosa,
nelle nostre pupille intense parole,
l’abbraccio languiva d’attesa.
Dalla semichiusa finestra
l’aria d’estate colorava quella stanza
le pareti bianche scaldava.
Era musica che suonava
e non finiva,
sembrava attendere
che le nostre labbra si unissero.
Non fu
ma non declinò il sole d’estate,
l’aria era estasi…
il the sorseggiavamo…
una leggera carezza tra le mani.
martedì 26 luglio 2011
2011 - ASSOCIAZIONE POETICA "CHIANTI FIORENTINO" - TAVARNELLE V. D P.
CASA SUL MARE
E ne risento silenzio di quella casa
da dietro tende
che il vento più non muove.
Di salmastro il tetto odorava
quando fanciulli i piedi snudavamo,
ilarità le bianche nuvole sfilacciate,
frutta e pietanze offrivano luce come sole.
Oggi non ha pupille per guardare
casa deserta affacciata sul mare,
occhi chiusi le finestre serrate,
per l’arsura appassiti gerani.
Abbandonata dimora
mesta nuda e muta nella memoria
tra pareti scorrono rivoli di pianto
fuochi spenti alle bocche d’infanti
al soffitto buie lumiere
pareti che s’incrociano
e ne fan vuote stanze.
I flutti sberleffano la battigia
e nel far ritorno dentro al mare
trascinano il tetto di trascorso infinito.
NON SFUGGE IL TEMPO
NON SFUGGE IL TEMPO
Adesso qualcosa sfugge
mi trovo come in rifugio
resto col mio pensiero
che coglie il respiro per intero.
Adesso qualcosa fugge
ma non l’amore che mi distrugge
palpita e mi consola,
mai mi lascia sola.
Adesso non sfugge il tempo
quell’ odor del vento
quell’affanno costante
profumo d’amor mi inebria.
Adesso mi vive l’amor profondo
col fuoco ardente,
le mie ossa conoscono gioia
sulla mia pelle nasce l’aurora.
Coprimi prima che sia freddo
fammi dono dei tuoi petali di rosa.
![]() |
| Opera di Canova |
sabato 16 luglio 2011
giovedì 14 luglio 2011
E LA CAREZZA SI PERDE
E LA CAREZZA SI PERDE
Cuore piegato
da un amore dal tempo consunto
di emozioni adesso spogliato.
La parola non va più a segno
memoria il tenero gesto,
il corpo di effusioni profuse
nel tempo candido,
non suscita alcun sentire
come udito non percepisce boato.
Anime, lungo il viale, isolate,
i battiti ogni cuore sigilla,
l’attempato sentimento
si disperde.
E’ solo aspra parola,
lontano va a smarrirsi la carezza
invano attesa.
** graziafinocchiaro
Cuore piegato
da un amore dal tempo consunto
La parola non va più a segno
memoria il tenero gesto,
il corpo di effusioni profuse
nel tempo candido,
non suscita alcun sentire
come udito non percepisce boato.
Anime, lungo il viale, isolate,
i battiti ogni cuore sigilla,
l’attempato sentimento
si disperde.
E’ solo aspra parola,
lontano va a smarrirsi la carezza
invano attesa.
** graziafinocchiaro
domenica 19 giugno 2011
ASCOLTAVO
ASCOLTAVO
Della pioggia
il ticchettio ascoltavo
sulla vetrata
di corallo dipinta.
Con me
te i capelli m’accarezzavi
e il cielo ferrigno
grondava.
Del camino
il fuoco cantava
legna antica che ardeva
di caldarroste lo scoppiettio
dell’allegria di sempre
noi ci stordivamo.
Una musica lenta…
su tappeto di lavanda…
tenerezze tra dischiuse labbra.
Andavamo.
Della pioggia
il ticchettio ascoltavo
sulla vetrata
di corallo dipinta.
Con me
te i capelli m’accarezzavi
e il cielo ferrigno
grondava.
Del camino
il fuoco cantava
legna antica che ardeva
di caldarroste lo scoppiettio
dell’allegria di sempre
noi ci stordivamo.
Una musica lenta…
su tappeto di lavanda…
tenerezze tra dischiuse labbra.
Andavamo.
martedì 31 maggio 2011
RECENSIONE di Guido Folco - e VIDEO
Raccolta di poesie “Cristalli di Parole” di Grazia FINOCCHIAROCarta e Penna Editore - Torino - Collana Lo Scrigno dei Versi – Gennaio 2011
Recensione di Guido Folco su
“ITALIA ARTE” n. 7 – Torino - aprile 2011
NEI
VERSI DELL’AUTRICE IL SENSO DELL’ESISTENZA
Sono
sufficienti… “Cristalli di parole” per raccontare la poesia di
Grazia Finocchiaro, autrice del volume pubblicato da Carta e Penna
Editore. Questo perché i versi spiegano, molto meglio della critica,
lo spirito e l’intensità emotiva dell’autrice e dei concetti che
con la poesia si vogliono esprimere.
Ecco
allora, subito, l’apertura del volume, con la prima sezione
intitolata “Da ogni sorgere del sole – Aurora” che, come versi
introduttivi, riporta alcuni versi della bellissima poesia di
Eugenio Montale: “Ho sceso un milione di scale / dandoti il braccio
/ non già perché con quattrocchi / forse si vede di più. / Con te
le ho scese / perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille /
sebbene tanto offuscate / erano le tue”.
Presentata
da Donatella Garitta, la raccolta ci introduce
nell’intimità del pensiero dell’autrice, sollecitando risposte o
nuovi interrogativi, interpellando il nostro spirito al cospetto
della vita e della morte, della quotidianità e dell’eternità.
Grazia Finocchiaro esprime quindi non solo se stessa, ma anche
l’universalità delle eterne questioni umane, dall’amore alla
felicità, dalla gioia al dolore e ne traduce in versi le emozioni,
in cui ognuno di noi può trovarsi.
“Per
te / ho ricolmo / di parole il cielo / con segni cubitali / per
imprimerli / fortemente nei tuoi occhi. / Non so girovagare / per il
mondo / per elargire la luce delle stelle. / Semplicemente con in
mano il cuore / il mio pensiero / per colmarti d’amore. / Per te /
diverrò ladra di raggi di sole / per annientare le tenebre.”
Anche
la natura diventa protagonista di alcune poesie di Grazia Finocchiaro
e sempre prevale il senso simbolico, l’atmosfera sensuale e dolce
del rasserenamento che induce al pensiero: “Acqua
di ruscello / scivoli lentamente / pura e trasparente / accarezzi i
sassi / quando ondeggi / lungo il tuo fluire / come modella in
passerella. / Carezzevole / mai ti neghi / a chi ti fa posare /s’una
spanna di mano / per dissetarsi”.
La
seconda sezione, “Alba”, introdotta dai versi di Salvatore
Quasimodo, presenta una selezione di liriche estremamente evocative,
quasi una tavolozza di colori, profumi, sensazioni che ci permettono
di immergerci nell’universo poetico dell’autrice. “Quando
mi aspettavi nel vento” recita: “Fermare vorrei quel tempo /
quando m’aspettavi nel vento / sul percorso i tacchi battevo /
nella folata il vestito s’alzava / restava una scia l’attesa. /
Nell’incanto il sole infuocava / sotto la pioggia / c’inzuppavamo
d’amore. / Mano in mano era tacito attorno / ma profonde la parole
/ impresse nel cuore. / Ai piedi era corsa per non indugiare /
capelli scompigliati nel vento, / rapidi sguardi, rubavamo baci al
tempo”.
Guido
Folco
http://you-tube/cristalli di parole venerdì 6 maggio 2011
LA MIA ANIMA
![]() |
| G. CICCIA - 2008 - Riflesso dell'anima - tecn mista su carta cm 40x30 |
LA MIA ANIMA
Da uno spiraglio
ho contemplato timorosa
prima di varcare soglia,
bramavo scrutare
nell’intimo mio.
Di fronte a me
piccola anima, fragile, sguarnita,
fiore dai petali in ombra,
racchiusa in fredda conchiglia.
Su di lei la mia carezza
ha ordito sollievo.
Ho teso la mano, all’anima mia,
su di lei ho posato lo sguardo
con leggerezza di piuma,
l'ho adornata di stelle,
ho confermato scudo battendo ciglia.
Più tenace ho ravvisato la mia anima.
L’ho accostata al palpito
bisbigliando limpidezza di cielo,
la custodirò col mio respiro
per non smarrirsi
tra deserti e maree.
mercoledì 4 maggio 2011
BRONTOLIO DEL TUONO(alla Mamma)
BRONTOLIO DEL TUONO (alla Mamma)
Ieri un tempo
senza eguali
univi le ciglia
spegnevi il sorriso
eran frullio i sussurri
mentre il sonno
ti consegnava all’istante infinito.
Cielo, prendimi col tuo vigore
conducimi
al tuo chiarore
è nebbia
tra brontolio del tuono
nello spazio tra vita e fine.
Portami
almeno a fantasticare
i tempi dell’ innocenza
quando il tutto
era speranza
e intensamente mi colmava il giusto.
sabato 19 marzo 2011
GIRO AL LAGO
GIRO AL LAGO
Alba dai tenui colori cristallini
pacatamente si destava,
seduta sulla ghiaia
sostavo inquieta,
le lancette scorrevano
sulla mia attesa.
Calme acque di lago
ancora non toccate
da scialuppa vermiglio
di sole ornata,
vestito chiffon poco
per coprirmi da vento di bora,
che infuriato mi schiaffeggiava
di gelosia stregato.
Le nubi severe si disperdevano
piedi nudi avanzavano verso te
nell’intreccio di baci sapore… fragolino.
Un giro d’incanto al lago,
oltrepassava le nostre vesti
frenetica gioia
disegnavamo con piume
fresca storia.
lunedì 7 marzo 2011
SABBIA TRA LE DITA
Quale folle onda
in quell’attimo che mi smarriva
sarebbe stata tanto impetuosa
se non quella che vidi trainare
le mie conchiglie nel mare
custodite
in una scatola di vetro…
Sguardo impaurito di bambina
sulle gonfie acque
verso l’infinito
e tutto ciò che avevo
fuggiva
sopra l’onda ubriaca.
Sabbia soltanto
nelle mani
che scivolava rapida dalle dita.
giovedì 3 marzo 2011
FUGA DI DESIDERIO di Grazia Finocchiaro
FUGA DI DESIDERIO
Musica lenta irrompeva
nella penombra della stanza
il the a sorseggiarlo caldo,
nulla disuniva il nostro sogno.
La presenza, silenziosa,
nelle nostre pupille intense parole,
l’abbraccio languiva d’attesa.
Dalla semichiusa finestra
l’aria d’estate colorava quella stanza
le pareti bianche scaldava.
Era musica che suonava
e non finiva,
sembrava attendere
che le nostre labbra si unissero.
Non fu,
ma non declinò il sole d’estate,
l’aria era estasi…
il the sorseggiavamo…
una leggera carezza tra le mani.
martedì 1 marzo 2011
CAMPO DI PAPAVERI
CAMPO DI PAPAVERI
Volami nel cuore
non aver timore
le tue parole sussurra
come aria nel vento
diventano tormento
se non mi giungono ancora.
L’aria pungente
di questo freddo mattino
è grido per averti
a me vicino
quando giungerai
l’ampolla verserà spumante
l’aria si vestirà di diamante
io danzerò al tuo cospetto.
Vedi quel campo di papaveri?
attendevo te
per farne bouquet
o forse meglio
se ci adagiamo
e … la brezza del mattino
*
aprile 2010
*
aprile 2010
assaporiamo.
sabato 22 gennaio 2011
NAVIGANTE di Grazia Finocchiaro
YOUTUBE.IT
NAVIGANTE
E’ tempo da quando a navigare
ho iniziato in questo caldo mare
il sole dall’alba al tramonto
anche le stelle scaldavano l’onda.
Sulle acque sempre azzurre
sbocciavano i più bei fiori,
dal fondo apparivano sempre coralli
da questo mare son sorte due perle.
Navigavo senza perdere il timone
eravamo in quattro, i compagni
mi facevan superare l’apprensione.
Le perle han trovato altri mari
ma le riavrò anche se per momenti.
Dopo lungo navigare
la stanchezza a volte appare,
l’età non è più ragazza,
nelle braccia è meno la forza
ma supererò paure e tempeste.
Adesso ad affrontare
questo arruffato mare
a volte burrascoso, timoroso,
in due i timoni forte teniamo.
Il sole ancora sorge come in albe lontane
e resta fino al tramonto
se pur adesso c’è… tepore in queste acque
che sanno a volte di… poco sale.
Navigante continuo a vincere le onde,
il timone non lascio
navigherò fino a notte fonda
perché io e te non ci si affonda.
NAVIGANTE
E’ tempo da quando a navigare
ho iniziato in questo caldo mare
il sole dall’alba al tramonto
anche le stelle scaldavano l’onda.
Sulle acque sempre azzurre
sbocciavano i più bei fiori,
dal fondo apparivano sempre coralli
da questo mare son sorte due perle.
Navigavo senza perdere il timone
eravamo in quattro, i compagni
mi facevan superare l’apprensione.
Le perle han trovato altri mari
ma le riavrò anche se per momenti.
Dopo lungo navigare
la stanchezza a volte appare,
l’età non è più ragazza,
nelle braccia è meno la forza
ma supererò paure e tempeste.
Adesso ad affrontare
questo arruffato mare
a volte burrascoso, timoroso,
in due i timoni forte teniamo.
Il sole ancora sorge come in albe lontane
e resta fino al tramonto
se pur adesso c’è… tepore in queste acque
che sanno a volte di… poco sale.
Navigante continuo a vincere le onde,
il timone non lascio
navigherò fino a notte fonda
perché io e te non ci si affonda.
giovedì 13 gennaio 2011
COME NEVE
Non avranno più bagliore
gli astri nel cielo
quando l’orripilante giorno
seccherà la mia pelle
spegnerà del cuore la fiammella
diverranno aridità lacrime nelle pupille
nessun alito nelle mute parole.
Non apparirà dopo piogge arcobaleno
non sarà più carezza dalla mano
tra labbra non sboccerà sorriso
non più varcherà nella mente
vissuto dei tempi fanciulli.
Nell’incredulità
tutto apparirà sopito,
s’amplierà una quiete
somigliante al cader della neve.
gli astri nel cielo
quando l’orripilante giorno
seccherà la mia pelle
spegnerà del cuore la fiammella
diverranno aridità lacrime nelle pupille
nessun alito nelle mute parole.
Non apparirà dopo piogge arcobaleno
non sarà più carezza dalla mano
tra labbra non sboccerà sorriso
non più varcherà nella mente
vissuto dei tempi fanciulli.
Nell’incredulità
tutto apparirà sopito,
s’amplierà una quiete
somigliante al cader della neve.
domenica 9 gennaio 2011
POCO PER VOLARE
Smarrita
nel labirinto della fantasia
mi ritrovo amica
di rosse coccinelle.
Preziose
in mano le racchiudo,
bisbigliano libertà
mi confidano segreti.
I pugni non stringo
la loro vita
voglio sentire.
Mi porgono le ali
la mano schiudo
con loro aleggio.
(anno 1986)
nel labirinto della fantasia
mi ritrovo amica
di rosse coccinelle.
Preziose
in mano le racchiudo,
bisbigliano libertà
mi confidano segreti.
I pugni non stringo
la loro vita
voglio sentire.
Mi porgono le ali
la mano schiudo
con loro aleggio.
(anno 1986)
martedì 28 dicembre 2010
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