Dal 1967... Da quando ho puntato la penna sul foglio/la poesia divenne compagna/ La porto al vento al sole alla pioggia./ La mia poesia racconto/con le rime tra l'arcobaleno/della mia poesia mi vesto/quando pagina bianca/trovo da scarabocchiare/quando delle sillabe l'eco/sfiora le nubi argenti/quando spezza tuoni/di temporali scroscianti/e dei fulmini è solo luce/che illumina liriche, versi e canti.
PAGINA PERSONALE DI GRAZIA HANNO PARLATO DI ME CONTATTI
martedì 10 gennaio 2012
giovedì 8 dicembre 2011
RIFLESSI
Ho assaporato l’aria di rugiada
che lenta, evanescente,
si posava su campo in fiore.
alati strepitavano d’allegria
alla luce del mattino
che coronava il loro risveglio.
Ho visto destare l’astro
posarsi sull’acque saline
che dissetavano il mio vivere.
Ho racchiuso tra le mie ciglia
la fanciulla con veste a trine
modellata da nonna
con sul capo la crocchia.
Fili d’oro d’antico si smagliano
tra colline dal verde sbiadito.
La voce del vento non veste segreto.
Etichette:AUDIO
POESIE
lunedì 19 settembre 2011
FUGA DI DESIDERIO

FUGA DI DESIDERIO
Musica lenta irrompeva
nella penombra della stanza
il the a sorseggiarlo caldo,
nulla disuniva il nostro sogno.
La presenza, silenziosa,
nelle nostre pupille intense parole,
l’abbraccio languiva d’attesa.
Dalla semichiusa finestra
l’aria d’estate colorava quella stanza
le pareti bianche scaldava.
Era musica che suonava
e non finiva,
sembrava attendere
che le nostre labbra si unissero.
Non fu
ma non declinò il sole d’estate,
l’aria era estasi…
il the sorseggiavamo…
una leggera carezza tra le mani.
martedì 26 luglio 2011
2011 - ASSOCIAZIONE POETICA "CHIANTI FIORENTINO" - TAVARNELLE V. D P.
CASA SUL MARE
E ne risento silenzio di quella casa
da dietro tende
che il vento più non muove.
Di salmastro il tetto odorava
quando fanciulli i piedi snudavamo,
ilarità le bianche nuvole sfilacciate,
frutta e pietanze offrivano luce come sole.
Oggi non ha pupille per guardare
casa deserta affacciata sul mare,
occhi chiusi le finestre serrate,
per l’arsura appassiti gerani.
Abbandonata dimora
mesta nuda e muta nella memoria
tra pareti scorrono rivoli di pianto
fuochi spenti alle bocche d’infanti
al soffitto buie lumiere
pareti che s’incrociano
e ne fan vuote stanze.
I flutti sberleffano la battigia
e nel far ritorno dentro al mare
trascinano il tetto di trascorso infinito.
NON SFUGGE IL TEMPO
NON SFUGGE IL TEMPO
Adesso qualcosa sfugge
mi trovo come in rifugio
resto col mio pensiero
che coglie il respiro per intero.
Adesso qualcosa fugge
ma non l’amore che mi distrugge
palpita e mi consola,
mai mi lascia sola.
Adesso non sfugge il tempo
quell’ odor del vento
quell’affanno costante
profumo d’amor mi inebria.
Adesso mi vive l’amor profondo
col fuoco ardente,
le mie ossa conoscono gioia
sulla mia pelle nasce l’aurora.
Coprimi prima che sia freddo
fammi dono dei tuoi petali di rosa.
![]() |
| Opera di Canova |
sabato 16 luglio 2011
giovedì 14 luglio 2011
E LA CAREZZA SI PERDE
E LA CAREZZA SI PERDE
Cuore piegato
da un amore dal tempo consunto
di emozioni adesso spogliato.
La parola non va più a segno
memoria il tenero gesto,
il corpo di effusioni profuse
nel tempo candido,
non suscita alcun sentire
come udito non percepisce boato.
Anime, lungo il viale, isolate,
i battiti ogni cuore sigilla,
l’attempato sentimento
si disperde.
E’ solo aspra parola,
lontano va a smarrirsi la carezza
invano attesa.
** graziafinocchiaro
Cuore piegato
da un amore dal tempo consunto
La parola non va più a segno
memoria il tenero gesto,
il corpo di effusioni profuse
nel tempo candido,
non suscita alcun sentire
come udito non percepisce boato.
Anime, lungo il viale, isolate,
i battiti ogni cuore sigilla,
l’attempato sentimento
si disperde.
E’ solo aspra parola,
lontano va a smarrirsi la carezza
invano attesa.
** graziafinocchiaro
domenica 19 giugno 2011
ASCOLTAVO
ASCOLTAVO
Della pioggia
il ticchettio ascoltavo
sulla vetrata
di corallo dipinta.
Con me
te i capelli m’accarezzavi
e il cielo ferrigno
grondava.
Del camino
il fuoco cantava
legna antica che ardeva
di caldarroste lo scoppiettio
dell’allegria di sempre
noi ci stordivamo.
Una musica lenta…
su tappeto di lavanda…
tenerezze tra dischiuse labbra.
Andavamo.
Della pioggia
il ticchettio ascoltavo
sulla vetrata
di corallo dipinta.
Con me
te i capelli m’accarezzavi
e il cielo ferrigno
grondava.
Del camino
il fuoco cantava
legna antica che ardeva
di caldarroste lo scoppiettio
dell’allegria di sempre
noi ci stordivamo.
Una musica lenta…
su tappeto di lavanda…
tenerezze tra dischiuse labbra.
Andavamo.
martedì 31 maggio 2011
RECENSIONE di Guido Folco - e VIDEO
Raccolta di poesie “Cristalli di Parole” di Grazia FINOCCHIAROCarta e Penna Editore - Torino - Collana Lo Scrigno dei Versi – Gennaio 2011
Recensione di Guido Folco su
“ITALIA ARTE” n. 7 – Torino - aprile 2011
NEI
VERSI DELL’AUTRICE IL SENSO DELL’ESISTENZA
Sono
sufficienti… “Cristalli di parole” per raccontare la poesia di
Grazia Finocchiaro, autrice del volume pubblicato da Carta e Penna
Editore. Questo perché i versi spiegano, molto meglio della critica,
lo spirito e l’intensità emotiva dell’autrice e dei concetti che
con la poesia si vogliono esprimere.
Ecco
allora, subito, l’apertura del volume, con la prima sezione
intitolata “Da ogni sorgere del sole – Aurora” che, come versi
introduttivi, riporta alcuni versi della bellissima poesia di
Eugenio Montale: “Ho sceso un milione di scale / dandoti il braccio
/ non già perché con quattrocchi / forse si vede di più. / Con te
le ho scese / perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille /
sebbene tanto offuscate / erano le tue”.
Presentata
da Donatella Garitta, la raccolta ci introduce
nell’intimità del pensiero dell’autrice, sollecitando risposte o
nuovi interrogativi, interpellando il nostro spirito al cospetto
della vita e della morte, della quotidianità e dell’eternità.
Grazia Finocchiaro esprime quindi non solo se stessa, ma anche
l’universalità delle eterne questioni umane, dall’amore alla
felicità, dalla gioia al dolore e ne traduce in versi le emozioni,
in cui ognuno di noi può trovarsi.
“Per
te / ho ricolmo / di parole il cielo / con segni cubitali / per
imprimerli / fortemente nei tuoi occhi. / Non so girovagare / per il
mondo / per elargire la luce delle stelle. / Semplicemente con in
mano il cuore / il mio pensiero / per colmarti d’amore. / Per te /
diverrò ladra di raggi di sole / per annientare le tenebre.”
Anche
la natura diventa protagonista di alcune poesie di Grazia Finocchiaro
e sempre prevale il senso simbolico, l’atmosfera sensuale e dolce
del rasserenamento che induce al pensiero: “Acqua
di ruscello / scivoli lentamente / pura e trasparente / accarezzi i
sassi / quando ondeggi / lungo il tuo fluire / come modella in
passerella. / Carezzevole / mai ti neghi / a chi ti fa posare /s’una
spanna di mano / per dissetarsi”.
La
seconda sezione, “Alba”, introdotta dai versi di Salvatore
Quasimodo, presenta una selezione di liriche estremamente evocative,
quasi una tavolozza di colori, profumi, sensazioni che ci permettono
di immergerci nell’universo poetico dell’autrice. “Quando
mi aspettavi nel vento” recita: “Fermare vorrei quel tempo /
quando m’aspettavi nel vento / sul percorso i tacchi battevo /
nella folata il vestito s’alzava / restava una scia l’attesa. /
Nell’incanto il sole infuocava / sotto la pioggia / c’inzuppavamo
d’amore. / Mano in mano era tacito attorno / ma profonde la parole
/ impresse nel cuore. / Ai piedi era corsa per non indugiare /
capelli scompigliati nel vento, / rapidi sguardi, rubavamo baci al
tempo”.
Guido
Folco
http://you-tube/cristalli di parole venerdì 6 maggio 2011
LA MIA ANIMA
![]() |
| G. CICCIA - 2008 - Riflesso dell'anima - tecn mista su carta cm 40x30 |
LA MIA ANIMA
Da uno spiraglio
ho contemplato timorosa
prima di varcare soglia,
bramavo scrutare
nell’intimo mio.
Di fronte a me
piccola anima, fragile, sguarnita,
fiore dai petali in ombra,
racchiusa in fredda conchiglia.
Su di lei la mia carezza
ha ordito sollievo.
Ho teso la mano, all’anima mia,
su di lei ho posato lo sguardo
con leggerezza di piuma,
l'ho adornata di stelle,
ho confermato scudo battendo ciglia.
Più tenace ho ravvisato la mia anima.
L’ho accostata al palpito
bisbigliando limpidezza di cielo,
la custodirò col mio respiro
per non smarrirsi
tra deserti e maree.
mercoledì 4 maggio 2011
BRONTOLIO DEL TUONO(alla Mamma)
BRONTOLIO DEL TUONO (alla Mamma)
Ieri un tempo
senza eguali
univi le ciglia
spegnevi il sorriso
eran frullio i sussurri
mentre il sonno
ti consegnava all’istante infinito.
Cielo, prendimi col tuo vigore
conducimi
al tuo chiarore
è nebbia
tra brontolio del tuono
nello spazio tra vita e fine.
Portami
almeno a fantasticare
i tempi dell’ innocenza
quando il tutto
era speranza
e intensamente mi colmava il giusto.
sabato 19 marzo 2011
GIRO AL LAGO
GIRO AL LAGO
Alba dai tenui colori cristallini
pacatamente si destava,
seduta sulla ghiaia
sostavo inquieta,
le lancette scorrevano
sulla mia attesa.
Calme acque di lago
ancora non toccate
da scialuppa vermiglio
di sole ornata,
vestito chiffon poco
per coprirmi da vento di bora,
che infuriato mi schiaffeggiava
di gelosia stregato.
Le nubi severe si disperdevano
piedi nudi avanzavano verso te
nell’intreccio di baci sapore… fragolino.
Un giro d’incanto al lago,
oltrepassava le nostre vesti
frenetica gioia
disegnavamo con piume
fresca storia.
lunedì 7 marzo 2011
SABBIA TRA LE DITA
Quale folle onda
in quell’attimo che mi smarriva
sarebbe stata tanto impetuosa
se non quella che vidi trainare
le mie conchiglie nel mare
custodite
in una scatola di vetro…
Sguardo impaurito di bambina
sulle gonfie acque
verso l’infinito
e tutto ciò che avevo
fuggiva
sopra l’onda ubriaca.
Sabbia soltanto
nelle mani
che scivolava rapida dalle dita.
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