domenica 29 aprile 2012

RANZI Silvia - Recensione su "Cristalli di Parole"


RACCOLTA POETICA  di Grazia FINOCCHIARO

“CRISTALLI di PAROLE” – Carta e Penna Editore – Collana Lo Scrigno dei versi – Gennaio 2011

In copertina: Gouache dell’artista Giuseppe Ciccia.
Seguono all’interno della Raccolta altre due grafiche a corredo delle liriche raggruppate in due sottounità semantiche nella quinta scenica ad ampio respiro, dal titolo “Da ogni sorgere del sole”, nell’avvicendarsi simbolico delle frasi in cui nasce il giorno: l’Aurora e l’Alba.

Una vibrante tensione etica e relazionale percorre la Raccolta lirica di Grazia Finocchiaro in equilibrio tra reale ed ideale, tra prassi e desiderio  di cambiamento, anelito ed auspicio.
Le emozioni sono delicatamente espresse per diventare occasione di uno scandaglio interiore che ricerca la relazione interpersonale per distillare attimi di saggezza nella dimensione del quotidiano, in forza di un’ordinarietà intensamente assunta e vivificata attraverso l’azione trasfigurante e rigenerante del ricordo.
Nel verseggiare libero si avverte la necessità  di autocomprendersi  per sanare e far trasparire le contrarietà dei vissuti, dimostrando empatia realistica e spirituale nel ritrarre condizioni di precarietà umana  nelle liriche “L’Alcolista” ed “Anorresia” o nell’affrontare questioni di bioetica dal toccante lirismo in “Intreccio delle ciglia”.
E’ invocata la presenza calda e vivida del sole che, nelle atmosfere rifrangenti dell’aurora e nell’azione diafana dell’alba, rischiari e sciolga i nodi dell’esistenza per vincere le nebbie dell’incomunicabilità e dell’ipocrisia, fughi le tenebre della divisione per rischiarare nuovi orizzonti a restituire speranza alla fragilità peregrina dell’esistere:
per quell’erta ogni giorno m’incammino
a tirare il passo fatico

Per te/ diverrò ladra di raggi di sole/per annientare le tenebre

…sorgerà luminosa l’alba, diverrai
giardino di sole

L’esperienza gratificante dell’eros sponsale e materno si dispiega incontrastato a misurare le ragioni del vivere nella sublimazione dell’unione tra personalità a confronto, nell’irriducibile tenerezza degli affetti da alimentare nelle incessanti trasformazioni del rapportarsi di coppia, nel forte legame tra madre e figli, nella tenerezza vicendevole tra nonna e nipote.
Adesso qualcosa fugge
ma non l’amore che mi distrugge
palpita e mi consola
mai mi lascia sola

Processo di autocoscienza che non può esimersi dall’innalzare il canto per le proprie origini: la Terra di Sicilia evocata attraverso scenari che profumano di Zagara, si intridono di salsedine, si dilatano nell’azione persistente del vento, rumoreggiano al rinfrangersi dei flutti.
La soavità lessicale si dilata in particolar modo nel cercare analogie e suscitare multisensorialità con il mondo biologico e floreale per catturare assonanze profonde.
La costruzione sintattica e lessicale diviene più sofisticata nella seconda sequenza di liriche in cui la disamina si fa articolata nella pluralità delle circostanze introspettive che affiorano, bloccate dalla moviola poetica, nel crogiolo dei pensieri.
E la carezza si perde / la parola non va più a segno / memoria il tenero gesto /
Le incomprensioni si ricompongono nella simbiosi tra natura e benessere:
bell’estate contornata / da infinite efflorescenze / di splendore traboccante / indori l’aria cristallina / la terra riporti opulenta /
Per alternarsi a squarci riflessivi su drammi umanitari, facendo ricalibrare la coscienza  poetica sulla bilancia dei valori sociali da soppesare, abbracciando le cause della solidarietà, nella consapevolezza di quanto ci sia ancora da testimoniare nell’operare:
disseminerò con grosse torce / luce d’amicizia / dove ammutolita l’umanità /
dentro proprie ossa resta /
La ricerca di purezza, nel detergere lo sguardo sul reale, alla ricerca di un candore originario trapela dalla felice sintesi del titolo “Cristalli di parole” che la poetessa ha scelto con originalità, affermando piena consonanza con le testuali parole del poeta francese Pierre Reverdy: “Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l’effervescente contatto dello spirito con la realtà”, a voler sottolineare il solidificarsi di folgorazioni vissute nella trasparenza prismatica di un cristallo, evocando la poliedricità di brandelli di verità acquisite.

                                                                                              Silvia Ranzi
Firenze, febbraio 2012




La Raccolta Poetica è stata l’assegnazione del 1° Premio – sezione Poesia – della VII^ Edizione “Premio letterario internazionale Prader-Willi” del 2010 - Torino

mercoledì 28 marzo 2012


CASETTA AGRESTE



Tra girasoli immersa
appari impasto d’argilla,
casetta agreste
sei richiamo
a voli senza nido.

Le tue finestre ammirano
l’esteso campo dorato
e appari come emanare
spensieratezza. 

Casetta agreste
ti scruto dal mio viaggio
e tu mi rendi lieve…
con la tua parola
che mi sembra d’udire.

Mentre fluisce il cammino
lo sguardo volgo indietro,
è come prenderti per mano
e nel mio viaggiare
m'avvolgi del tuo tepore.

domenica 4 marzo 2012

PRESENTAZIONE LIBRO "CRISTALLI DI PAROLE" - Locandina





SOCIETA’ DELLE BELLE ARTI - CIRCOLO DEGLI ARTISTI
“CASA DI DANTE

GRAZIA FINOCCHIARO
 “Cristalli di Parole”
poesie

martedì 13 marzo 2012 ore 17

Via S Margherita,1 Firenze-Tel. 055.218402  www.circolodegliartisticasadidante.com


LUCIO DALLA - LE RONDINI


Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là

Coro :
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.

Vorrei girare il cielo come le rondini

E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici

E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.

Vorrei seguire ogni battito del mio cuore

Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove

Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà

Coro :
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni

martedì 10 gennaio 2012





PENSIERO ASSORTO




Sguardo discreto
elegante sorride.
Donna d'amore
tra fili di ricordi.


g. finocchiaro
                                            
























G. Ciccia - "Pensiero assorto" -  disegno a grafite - 1981

giovedì 8 dicembre 2011


RIFLESSI



Ho assaporato l’aria di rugiada
che lenta, evanescente,
si posava su campo in fiore.

alati strepitavano d’allegria
alla luce del mattino
che coronava il loro risveglio.

Ho visto destare l’astro
posarsi sull’acque saline
che dissetavano il mio vivere.

Ho racchiuso tra le mie ciglia
la fanciulla con veste a trine
modellata da nonna
con sul capo la crocchia.

Fili d’oro d’antico si smagliano
tra colline dal verde sbiadito.
La voce del vento non veste segreto.



lunedì 19 settembre 2011

E. MORRICONE E DULCE PONTES - YOUR LOVE

N O N S O L O R I M E ** ** ** Grazia Finocchiaro.blogspot.com: Suonami Una Poesia - Grazia Finocchiaro

WWW.SUONAMIUNAPOESIA.IT

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FUGA DI DESIDERIO






FUGA DI DESIDERIO



Musica lenta irrompeva
nella penombra della stanza

il the a sorseggiarlo caldo,

nulla disuniva il nostro sogno.

La presenza, silenziosa,

nelle nostre pupille intense parole,

l’abbraccio languiva d’attesa.

Dalla semichiusa finestra

l’aria d’estate colorava quella stanza

le pareti bianche scaldava.

Era musica che suonava

e non finiva,

sembrava attendere

che le nostre labbra si unissero.

Non fu
ma non declinò il sole d’estate,

l’aria era estasi…

il the sorseggiavamo…

una leggera carezza tra le mani.



martedì 26 luglio 2011

2011 - ASSOCIAZIONE POETICA "CHIANTI FIORENTINO" - TAVARNELLE V. D P.


CASA SUL MARE



E ne risento silenzio di quella casa

da dietro tende

che il vento più non muove.

Di salmastro il tetto odorava

quando fanciulli i piedi snudavamo,

ilarità le bianche nuvole sfilacciate,

frutta e pietanze offrivano luce come sole.

Oggi non ha pupille per guardare

casa deserta affacciata sul mare,

occhi chiusi le finestre serrate,

per l’arsura appassiti gerani.

Abbandonata dimora

mesta nuda e muta nella memoria

tra pareti scorrono rivoli di pianto

fuochi spenti alle bocche d’infanti

al soffitto buie lumiere

pareti che s’incrociano

e ne fan vuote stanze.

I flutti sberleffano la battigia

e nel far ritorno dentro al mare

trascinano il tetto di trascorso infinito.



















NON SFUGGE IL TEMPO

NON SFUGGE IL TEMPO


Adesso qualcosa sfugge

mi trovo come in rifugio

resto col mio pensiero

che coglie il respiro per intero.

Adesso qualcosa fugge

ma non l’amore che mi distrugge

palpita e mi consola,

mai mi lascia sola.

Adesso non sfugge il tempo

quell’ odor del vento

quell’affanno costante

profumo d’amor mi inebria.

Adesso mi vive l’amor profondo

col fuoco ardente,

le mie ossa conoscono gioia

sulla mia pelle nasce l’aurora.

Coprimi prima che sia freddo

fammi dono dei tuoi petali di rosa.




Opera di Canova











giovedì 14 luglio 2011

N O N S O L O R I M E ** ** ** Grazia Finocchiaro.blogspot.com: E LA CAREZZA SI PERDE

N O N S O L O R I M E ** ** ** Grazia Finocchiaro.blogspot.com: E LA CAREZZA SI PERDE

E LA CAREZZA SI PERDE

E LA CAREZZA SI PERDE


Cuore piegato

da un amore dal tempo consunto
di emozioni adesso spogliato.

La parola non va più a segno

memoria il tenero gesto,

il corpo di effusioni profuse

nel tempo candido,

non suscita alcun sentire

come udito non percepisce boato.

Anime, lungo il viale, isolate,

i battiti ogni cuore sigilla,

l’attempato sentimento

si disperde.

E’ solo aspra parola,

lontano va a smarrirsi la carezza

invano attesa.


** graziafinocchiaro

domenica 19 giugno 2011

ASCOLTAVO

ASCOLTAVO


Della pioggia

il ticchettio ascoltavo

sulla vetrata

di corallo dipinta.



Con me

te i capelli m’accarezzavi

e il cielo ferrigno

grondava.



Del camino

il fuoco cantava

legna antica che ardeva



di caldarroste lo scoppiettio

dell’allegria di sempre

noi ci stordivamo.



Una musica lenta…

su tappeto di lavanda…

tenerezze tra dischiuse labbra.

Andavamo.





ACQUA

ACQUA


Acqua di ruscello

scivoli lentamente

pura e trasparente.

Accarezzi i sassi

quando ondeggi

lungo il tuo fluire

come modella in passerella.

Carezzevole

mai ti neghi

a chi ti fa posare

s’una spanna di mano

per dissetarsi.







martedì 31 maggio 2011

RECENSIONE di Guido Folco - e VIDEO

Raccolta di poesie “Cristalli di Parole” di Grazia FINOCCHIARO
Carta e Penna Editore - Torino - Collana Lo Scrigno dei Versi – Gennaio 2011

Recensione di Guido Folco su “ITALIA ARTE” n. 7 – Torino - aprile 2011



NEI VERSI DELL’AUTRICE IL SENSO DELL’ESISTENZA


Sono sufficienti… “Cristalli di parole” per raccontare la poesia di Grazia Finocchiaro, autrice del volume pubblicato da Carta e Penna Editore. Questo perché i versi spiegano, molto meglio della critica, lo spirito e l’intensità emotiva dell’autrice e dei concetti che con la poesia si vogliono esprimere.

Ecco allora, subito, l’apertura del volume, con la prima sezione intitolata “Da ogni sorgere del sole – Aurora” che, come versi introduttivi, riporta alcuni versi della bellissima poesia di Eugenio Montale: “Ho sceso un milione di scale / dandoti il braccio / non già perché con quattrocchi / forse si vede di più. / Con te le ho scese / perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille / sebbene tanto offuscate / erano le tue”.

Presentata da Donatella Garitta, la raccolta ci introduce nell’intimità del pensiero dell’autrice, sollecitando risposte o nuovi interrogativi, interpellando il nostro spirito al cospetto della vita e della morte, della quotidianità e dell’eternità. Grazia Finocchiaro esprime quindi non solo se stessa, ma anche l’universalità delle eterne questioni umane, dall’amore alla felicità, dalla gioia al dolore e ne traduce in versi le emozioni, in cui ognuno di noi può trovarsi.

Per te / ho ricolmo / di parole il cielo / con segni cubitali / per imprimerli / fortemente nei tuoi occhi. / Non so girovagare / per il mondo / per elargire la luce delle stelle. / Semplicemente con in mano il cuore / il mio pensiero / per colmarti d’amore. / Per te / diverrò ladra di raggi di sole / per annientare le tenebre.”

Anche la natura diventa protagonista di alcune poesie di Grazia Finocchiaro e sempre prevale il senso simbolico, l’atmosfera sensuale e dolce del rasserenamento che induce al pensiero: “Acqua di ruscello / scivoli lentamente / pura e trasparente / accarezzi i sassi / quando ondeggi / lungo il tuo fluire / come modella in passerella. / Carezzevole / mai ti neghi / a chi ti fa posare /s’una spanna di mano / per dissetarsi”.

La seconda sezione, “Alba”, introdotta dai versi di Salvatore Quasimodo, presenta una selezione di liriche estremamente evocative, quasi una tavolozza di colori, profumi, sensazioni che ci permettono di immergerci nell’universo poetico dell’autrice. “Quando mi aspettavi nel vento” recita: “Fermare vorrei quel tempo / quando m’aspettavi nel vento / sul percorso i tacchi battevo / nella folata il vestito s’alzava / restava una scia l’attesa. / Nell’incanto il sole infuocava / sotto la pioggia / c’inzuppavamo d’amore. / Mano in mano era tacito attorno / ma profonde la parole / impresse nel cuore. / Ai piedi era corsa per non indugiare / capelli scompigliati nel vento, / rapidi sguardi, rubavamo baci al tempo”.

Guido Folco
 
http://you-tube/cristalli di parole 

















Angioletto